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lunedì 3 dicembre 2012

Tastiera italiana o straniera?!

L'altro giorno durante un esame di Excel, mi chiama un'allieva e mi dice: "Non riesco più a fare l'uguale!?! Guardi, lo premo e ottengo la parentesi tonda chiusa!!"
Eh già, la tastiera era "diventata" inglese. Se notate, in basso a destra, vicino all'orologio, insieme a diverse altre piccole icone che si trovano in quello che si chiama system tray, sulla sinistra dovreste vedere - di solito è impostato così- un quadratino blu con all'interno le lettere IT. Significa che il nostro sistema operativo è impostato per usare il layout di tastiera italiano. Be', certo la tastiera è italiana, ma possiamo dire al sistema operativo: guarda che voglio usarla come se fosse inglese e così scompaiono le lettere accentate (la tastiera inglese non le ha) e alcuni caratteri cambiano posizione (come l'uguale, o le parentesi, i segni di interpunzione ecc.), come se avessimo di fronte la tastiera inglese. Certo che le cose diventano un po' difficili: dobbiamo conoscere molto bene la posizione dei tasti, altrimenti ci si complica la vita... se dovessi mai cambiare layout di tastiera per scrivere in un'altra lingua, come minimo mi procurerei degli stickers, dei piccoli adesivi con il simbolo della lettera da applicare ai tasti della mia tastiera. Dicevo "se dovessi mai farlo"... a dire il vero preferirei piuttosto comprare una tastiera straniera.. costa meno ed è più semplice scrivere :-) Pensate per un traduttore: sarebbe una buona soluzione, invece che fare sempre inserisci-simbolo, oppure usare combinazioni di tasti per i caratteri stranieri, come raccontavo in un post di alcune settimane fa...

Ma torniamo a noi. Come ha fatto la mia allieva a cambiare il layout della tastiera senza accorgersene? Provate un po': basta premere ALT e il tasto della maiuscola e voilà... passi da quella italiana a quella inglese, che di solito sono le due installate. Senza utilizzare combinazioni di tasti, basta cliccare sopra la casellina blu con scritto IT e dal menu che si apre si può scegliere un altro layout.

Se capiterà anche a noi, non avremo bisogno di riavviare il pc per farlo "funzionare" di nuovo...;-)
(Certo, perché spegnendo, al riavvio ripartirà con le impostazioni predefinite e il layout italiano sarà il nostro...)

giovedì 29 novembre 2012

Virgolette inglesi? a caporale... o a sergente?!

Troviamo le virgolette sulla tastiera dove c'è la cifra 2 (si ottengono premendo insieme il tasto della maiuscola e il 2). Tutto semplice, no? Eh già, però qualche volta nel nostro documento sono diritte, qualche volta ricurve. Avete mai notato? Tutto dipende da un'impostazione in Strumenti-Correzione automatica-Formattazione automatica durante la digitazione e poi si tratta di spuntare Virgolette semplici con Virgolette inglesi. Quelle semplici sono diritte, quelle inglesi sono ricurve, un po' come l'apostrofo. Talvolta accade che lavorando su computer diversi, ci troviamo alla fine della stesura del documento con entrambi i tipi di virgolette. Al di là della scelta che preferiamo, naturalmente è importante l'uniformità. Perciò per renderle tutte uguali, basta fare così:
1) vai su Modifica-Sostituisci.
2) In Trova inserisci le virgolette, in Sostituisci con inserisci le virgolette. Poi premi Sostituisci tutto. Alla fine vedrai che le virgolette sono tutte uguali (uguali a che cosa, ti starai chiedendo? inglesi o diritte? be', dipende dalle impostazioni della correzione automatica).

E ora passiamo ai caporali o sergenti... :-) Sono così definite le virgolette costituite da due lineette che convergono a formare un angolo acuto. E sulla tastiera dove sono? Non ci sono, perché abbiamo solo vicino alla Z i segni di maggiore e minore, ma se provate a farle con quelli ripetendoli... mmm, a me non piacciono affatto! E allora? Inserisci-Simbolo ci consente di inserirle (si trovano dopo tutte le lettere dell'alfabeto, poco oltre). Solo che è un po' noioso. Sto scrivendo in questi giorni un testo ricco di citazioni, che sono tra virgolette a caporale. Così ho creato una combinazione di tasti con cui inserirle, senza andare ogni volta su Inserisci-Simbolo.

Vuoi provare anche tu?

1) Menu Inserisci-Simbolo. Localizza le virgolette a caporale di apertura e seleziona il simbolo.
2) Premi il pulsante Tasti di scelta rapida. Nella finestra che si apre vai su Nuova combinazione. Premi ALT e insieme <. Dovresti vedere ora nella casella: ALT+<
3) Ripeti l'operazione per le virgolette di chiusura. Io ho scelto la combinazione ALT+>. Per ottenerla, ricorda che i segni + non vanno premuti e che il segno di maggiore si ottiene con la maiuscola (perciò nella casella Nuova combinazione premi ALT e tenendolo premuto premi la maiuscola e tenendoli premuti, premi infine >).
Molto bene, per inserire una citazione nel documento usando le virgolette a caporale le cose sono più semplici, vero?

Ora sei capace di creare una combinazione di tasti di scelta rapida per qualunque segno ti serva frequentemente!


lunedì 12 novembre 2012

Grafico Excel con voti degli studenti e media della classe

Oggi cerchiamo di imparare a crerare un grafico come questo: lo scopo dovrebbe essere quello di aiutarci a visualizzare facilmente gli allievi i cui risultati sono inferiori alla media della classe. Penso che creare un grafico con i risultati dei nostri allievi (un istogramma) non sia troppo difficile. La difficoltà potrebbe derivare dal fatto che vogliamo una linea orizzontale a segnalare il voto medio. Be', non credo di dovervi dire che non si tratta di creare una linea e di sistemarla sopra il grafico, più o meno nel punto corrispondente alla media! :-) Troveremo una soluzione che definirei più flessibile, ossia se cambiano i voti, automaticamente la linea si sposta, e forse -oserei dire- più elegante.
Cominciamo digitando i dati: nomi e voti. Ora nella colonna C dobbiamo visualizzare una formula con la media della classe. Ossia in C3 digitiamo la seguente formula (in precedenza abbiamo parlato del calcolo della media):
=MEDIA($B$3:$B$8)

Attenzione a inserire anche i simboli del dollaro nella formula, cioè a usare dei riferimenti assoluti. In tal modo, dopo aver creato la formula e verificato che il risultato sia corretto, possiamo ricopiare la formula contenuta nella cella C3 fino alla cella C8 (basta fare doppio clic sul quadratino nero in basso a destra della cella C3). In tal modo avremo ottenuto questo:


Bene. Ora possiamo creare il grafico. Selezioniamo l'intervallo A2:C8. Fatto? Adesso andiamo sul menu Inserisci-Grafico e creiamo un semplice grafico a istogramma. Perfetto. Manca soltanto un'ultima operazione: dobbiamo dire a Excel che la serie relativa alla media della classe la vogliamo come un grafico a linee. Eh già, perché è possibile creare grafici "mescolati", con 2 diversi tipi di grafico. Come si fa?
Fate un clic su un istogramma qualunque in colore rosso, se corrisponde anche per voi alla media della classe. Dovreste ottenere ciò che vedete nell'immagine qui sopra: tutti gli istogrammni relativi alla serie "Media classe" appariranno selezionati. Ora clic con il tasto destro del mouse su uno qualunque degli istogrammi selezionati e scegliete Cambia tipo grafico... Selezionate Grafico a linee e... voilà! Il gioco è fatto. Non rimane eventualmente che da formattare diversamente il colore della linea.
 
Buon lavoro!
Emanuele 
 
 
 
 

mercoledì 10 ottobre 2012

Creare titoli numerati automaticamente da utilizzare nel sommario di Word

Questo post è una evoluzione di Come creare un sommario automatico con Word pubblicato in omaggio a Stefania, lettrice di didaLGo, che ha chiesto un approfondimento.

1. Premessa
Mi sa che un titolo come quello che ho scelto richiede qualche spiegazione :-)
Questo post, lungo, vuole spiegare come sia possibile, utilizzando gli stili in modo avanzato, creare automaticamente la numerazione dei titoli, come vedete in questo stesso post: 1, 1.1 , 1.2, 2, 2.1 e utilizzare tale numerazione nel sommario creato automaticamente da Word.
Il modo migliore per farvi capire dove arriveremo, se mi seguirete passo-passo, è farvi vedere il sommario automatico che sarà creato in Word:


Che ne dite? Allora, partiamo!
Dimenticavo una precisazione: qualcuno parla di "indice del documento", ma in Word l'indice è un'altra cosa (sarebbe l'indice degli autori, o dei luoghi, o degli argomenti e così via).

2. Requisiti
  2.1. Software
La spiegazione riguarda il procedimento da utilizzare con Word2003. Con Word2007-2010 non cambia la teoria, ma soltanto l’interfaccia, ossia i comandi sono un po’ diversi da trovare, ma alla fine otterremo lo stesso identico risultato.

  2.2. Competenze Word
Per arrivare sani e salvi alla fine del post sarebbe meglio saper utilizzare gli stili e saper creare un sommario automatico. Ma questo, se siete fedeli lettori di didaLGo  lo sapete già fare. In passato alcuni post hanno trattato questi due argomenti. In ogni modo cercherò di ricordare i passaggi principali, così arriviamo insieme sani e salvi alla fine della… gita informatica!

3. Procedimento
  3.1. Scrivere il documento
In linea generale, personalmente preferisco innanzitutto scrivere il testo, senza badare particolarmente alla formattazione, e poi occuparmi di ciò che non è contenuto, ma aspetto: formato carattere, paragrafo, margini ecc. Dopo tutto, la prima cosa da fare è scrivere il testo, senza distrazioni. O no?
Nella stesura del documento è opportuno che esista almeno la struttura minima di titolazione, ossia un titolo di primo livello, uno di secondo e, qualora la struttura sia particolarmente analitica, uno di terzo. Non andrei oltre, anche se Word ci consentirebbe in linea teorica di arrivare a 9 livelli! Mi auguro nessuno arrivi mai a tanto. Sarebbe qualcosa come un titolo così:
1.5.2.3.5.2.2.3.1
Che ne pensate? Ma se anche solo fossero 4 livelli, diventerebbe:
1.5.2.3  ossia, mi trovo nel terzo paragrafo del secondo sottocapitolo del quinto capitolo della parte uno… [io ripenserei alla struttura del mio documento, che va comunque definita prima di cominciare a scrivere!]

  3.2. Applicare la formattazione
 In vista della creazione del sommario automatico, è consigliabile applicare una formattazione ai nostri titoli. Naturalmente sarà possibile successivamente modificarla a piacere e le modifiche saranno automaticamente applicate ovunque avremo utilizzato gli stili.

  3.3. Creare gli stili
Posizioniamoci sul titolo di livello 1. Creiamo lo stile. Beh, per questo basta fare clic nella casella in alto a sinistra, dove al momento ci sarà scritto probabilmente qualcosa come Normale + …, cancellare quanto è scritto e scrivere per esempio Liv_1 e poi premere Invio.





Se tutto ha funzionato, aprendo l’elenco di voci presenti in quella casella, dovremmo trovare almeno Titolo 1, Titolo 2, Titolo 3 e Liv_1 (più qualche altro stile).

  3.4. Impostare il livello di struttura per uno stile
Formato - Stili e formattazione. Si aprirà sulla destra un riquadro in cui vedremo tra gli altri il nostro stile Liv_1. Lo clicchiamo con il tasto destro e scegliamo Modifica.


In questa finestra di dialogo andiamo in basso a sinistra su Formato - Paragrafo.
Ora impostiamo il livello struttura. Come vedete, ora è impostato “corpo del testo”, ma è possibile scegliere da Livello 1 a Livello 9. Noi impostiamo: Livello 1. Cambia qualcosa? Apparentemente no, ma è giusto così.
Chiudiamo la finestra premendo su Ok. Ora siamo nuovamente nella finestra Modifica stile. [Se avete chiuso troppe finestre… tornate sullo stile e premete tasto destro e clic su Modifica]

  3.5. Impostare l’elenco numerato a struttura per uno stile
Di nuovo clic in basso a sinistra su Formato-Numerazione.
Ora scegliamo Struttura e poi clic sul terzo schema, tipo: 1., 1.1., 1.1.1.
Ora clic sul pulsante in basso a destra: Personalizza…



Verifichiamo che il livello in alto a sinistra sia impostato su 1.
Questa finestra di dialogo consente anche di impostare alcune caratteristiche specifiche dell’elenco numerato, come lo stile numero (1,2,3 A,B,C, ecc), la posizione del numero, la tabulazione ecc.

  3.6. Collegare il livello a uno stile
Ora clic sul pulsante Altro che vedete sulla destra (dopo averlo cliccato, diventerà: Standard).



In basso, dove compare Collega livello a stile, impostiamo il nostro stile Liv_1
Da qui in avanti dobbiamo:
  • posizionarci sul titolo di livello 2
  • creare lo stile
  • impostare il livello di struttura
  • impostare l’elenco numerato strutturato
  • collegare il livello allo stile. Qui dobbiamo prestare attenzione, perché Word nella finestra "Personalizza struttura elenco numerato" propone in alto a sinistra Livello 1, anche se siamo sullo stile Liv_2 (che avrà un livello di struttura Livello 2, vedi par. 3.4.). Perciò dobbiamo noi manualmente cliccare su 2 e poi impostare in basso a sinistra collega livello a stile: Liv_2. Ora possiamo notare che sulla destra è spuntata la casella Riprendi numerazione dopo e automaticamente è stato impostato Livello 1 (infatti siamo su un paragrafo di livello 2).
  3.7. Creare il sommario
Se non abbiamo altri livelli, il gioco è fatto. Si tratta solo di applicare agli altri titoli presenti nel nostro documento lo stile Liv_1 e Liv_2 e per finire… creare lo stile in un battibaleno! (Inserisci-Indici e sommario - Sommario e se non sapete come fare, leggete questo post di didaLGo:

http://didalgo.blogspot.it/2007/08/come-creare-un-sommario-automatico-con.html



Se qualcuno vuole il file word che contiene questo post con gli stili creati e il sommario e tutto quanto, scriva a didallgo@gmail.com  (occhio che nell'indirizzo email ci sono due "elle": didallgo!)

Buon lavoro!
Emanuele

lunedì 14 maggio 2012

Calcolo della media

Eccoci di nuovo insieme. Beh, forse qualcuno penserà che almeno questa volta il post sarà facile...:-) E allora partiamo con le cose semplici e poi vedremo... Calcolare la media in Excel è molto semplice, perché esiste una funzione che fa al caso nostro: MEDIA. La sintassi è la seguente:
=MEDIA(num1;num2;...) 
dove num1, num2... sono le celle di cui calcolare la media. Possiamo anche naturalmente inserire un intervallo, per non essere costretti a elencare tutte le singole celle una per volta. Per avere la media delle celle in B2,B3,B4,B5 possiamo scrivere:
=MEDIA(B2;B3;B4;B5) oppure  =MEDIA(B2:B5)

Fin qui penso che non vi sia alcunché di complesso, basta provare.
questo secondo caso che vi propongo potrebbe creare qualche difficoltà.
Supponiamo di non avere tutti i dati delle vendite dei nostri prodotti.
La nostra funzione MEDIA non darà più il risultato, perché una delle celle da sommare contiene un valore di errore. Che fare? Escludo, naturalmente, l'idea di selezionare a mano le singole celle di cui calcolare la media (ossia scrivere in D8:   =MEDIA(D2;D3;D5), perché se i dati dovessero cambiare, dovrei ogni volta modificare la formula.
Possiamo ipotizzare una prima soluzione (ce ne sono anche altre). Nella colonna E inseriamo una formula che ci dica se il valore nella colonna D è un errore. Excel ha la funzione VAL.ERRORE che ci informa se una cella contiene un valore di errore. A questo punto potremo calcolare la MEDIA usando una funzione simile, che si chiama però MEDIA.SE. E' possibile calcolare la MEDIA se viene rispettata una condizione. Diremo a Excel di calcolare la media della colonna D solo se nella colonna E compare FALSO (ossia la cella corrispondente in D non contiene un errore).
ci siamo ancora tutti?! ;-)   Molto bene.
Allora, in E2 la formula è:
=VAL.ERRORE(D2)
poi ricopiamo la formula nelle celle fino a E5.
Perfetto. Ora in E8 inseriamo la funzione MEDIA.SE(intervallo;criterio;[int_media]).
La funzione ha 3 argomenti: il primo corrisponde all'intervallo che contiene i nostri criteri VERO/FALSO, perciò sarà E2:E5.
il secondo corrisponde al criterio in base al quale decidere se includere il valore nella media; per noi sarà FALSO (che significa che nella cella della colonna D non ci sono errori); il terzo argomento è D2:D5, ossia l'intervallo di celle di cui calcolare la media. Nota che questo terzo argomento è posto tra parentesi []. Ciò significa che è opzionale. Se viene omesso, Excel calcola la media usando come intervallo di celle l'intervallo impostato come prinmo argomento (nel nostro caso sarebbe E2:E5 ma sarebbe sbagliato!)
La formula in E8 sarà:
=MEDIA.SE(E2:E5;FALSO;D2:D5)

Un'altra volta vedremo come ottenere questo risulato senza la funzione MEDIA.SE, che non esiste in Excel2003.

bye bye...
Emanuele





giovedì 16 febbraio 2012

Usare la mappa documento in Word

Qualcuno di voi ha già usato la mappa del documento? In Word 2003 la troviamo sotto il menu Visualizza-Mappa documento; in Word 2007 sul nastro Visualizza e poi basta spuntare Mappa documento. Bene. E ora, direte voi? Forse ai più sarà solo comparso sulla sinistra un riquadro vuoto, o magari con qualche frase del vostro documento. Boh! A che cosa mi serve? Come tutte le cose, funzionano bene solo se... usate bene! La mappa documento serve a visualizzare la struttura del vostro documento, identificata da Word in base ai titoli presenti nel vostro documento, apparentemente scelta in modo casuale. Eh già e come faccio a far capire a Word quali sono i miei titoli? La soluzione si ottiene se usiamo gli stili. Una semplice prova? Scriviamo il testo di Word che vedete nella figura. Naturalmente, un qualunque testo va bene :-)
Ora, posizioniamo il cursore su Capitolo 1 e poi applichiamo lo stile Titolo 1 (se avete Word 2007 lo potete fare cliccando in alto a destra sul nastro Home e poi scegliendo Titolo 1; con word 2003 in alto a sinistra sulla barra degli strumenti Formattazione vedrete una casella con scritto dentro Normale+... aprite l'elenco e scegliete Titolo 1). A questo punto dovreste vedere che nella Mappa documento è comparso Capitolo 1. Ora dove abbiamo scritto Capitolo 1.1 posizioniamo il cursore e applichiamo lo stile Titolo 2: come prima, vedrete che ora compare Capitolo 1.1 nella mappa documento, visualizzato come sotto livello di Capitolo 1 (un po' come accade in Esplora risorse se avete cartelle e sottocartelle). Carino, vero? In conclusione, se il nostro documento è lungo e ben strutturato, la mappa documento diventa un comodo strumento per navigare all'interno del nostro testo. Infatti, facendo clic su una delle voci presenti nella mappa documento, sarà visualizzata la pagina che contiene il titolo su cui avete cliccato.  
La mappa documento risulta utile solamente se state utilizzando gli stili nel vostro documento. Come dire che non usare gli stili in Word vuol dire perdere molto della sua efficacia!

Emanuele

lunedì 13 febbraio 2012

Come eliminare i doppioni in Excel

Non mancano post sulla rete che spieghino come eliminare i valori ripetuti, così ho deciso di fornire il mio contributo. In Excel 2010 il nostro problema sarebbe molto semplice da risolvere, perché esiste un comando che ci aiuta. Noi troveremo una soluzione che va bene in qualunque versione di Excel, imparando a usare la funzione CONTA.SE.
Supponiamo di avere un elenco con i nomi delle città ordinate alfabeticamente (è importante che i valori siano ordinati, perché in tal modo i valori ripetuti vengono a trovarsi in celle adiacenti). Ora, se vogliamo eliminare i valori che occorrono più di una volta, dobbiamo comunque lasciarne almeno uno, ovviamente :-). Una possibile soluzione al problema è quella di usare la funzione CONTA.SE, con un piccolo artificio. La funzione ha due argomenti: l'intervallo e i criteri. L'intervallo corrisponde alle celle da contare, i criteri determinano quali celle saranno contate. Facciamo un esempio: se in B3 scriviamo:
= CONTA.SE(A4:A15;"Ancona")
otteniamo come risultato 2, ossia Ancona compare 2 volte nell'elenco.
Primo passo: cerchiamo di avere nella colonna B, accanto a ogni valore della colonna A il numero di volte in cui compare. Otteniamo il risultato scrivendo nella cella B4:
=CONTA.SE($A$4:$A$15;A4)
Attenzione ai dollari, che impostano il riferimento assoluto. Ora ricopiamo la formula nelle celle sottostanti e otteniamo il risultato in figura.
Bene, ora sappiamo quante volte sono ripetuti i nomi delle città, però non abbiamo modo di eliminare i ripetuti, lasciando il singolo valore. Alla fin fine, voglio ottenere Ancona, Genova, Milano ecc.

Secondo passo: A tale scopo, dobbiamo modificare leggermente la nostra formula, in modo da ottenere questo:
come vedete, accanto al nome di ogni città compare un numero che segnala se è la prima occorrenza, la seconda, la terza ecc. La formula da usare è la seguente: in B4 scriviamo:
= CONTA.SE($A$4:$A4;A4)
Molta attenzione ai dollari!
Fatto? Ottimo. Siamo ormai vicini alla soluzione: adesso si tratta di riuscire a eliminare tutte le righe che hanno un valore diverso da 1, che poi significa un valore maggiore di 1.
Terzo passo: Per farlo è sufficiente impostare un filtro automatico sulla colonna Ripetuti e nel filtro personalizzato visualizzare solo le righe in cui Ripetuti è maggiore di 1.
Quarto passo: A questo punto è sufficiente selezionare le righe che rimangono visibili e cancellarle.
Quinto passo: selezioniamo le righe restanti e ordiniamo in ordine alfabetico sulla colonna Elenco.

 Se non vi siete persi... abbiamo imparato a usare la funzione Conta.Se, con un piccolo artificio grazie all'uso dei riferimenti assoluti e relativi, e siamo riusciti a eliminare i doppioni dal nostro elenco.
Troppo difficile? Ormai i lettori di didaLGo stanno diventando dei knowledge workers...!
Buon lavoro a tutti
Emanuele

venerdì 3 febbraio 2012

Calcolo data ricevuta del pedaggio

Il mese scorso ho dovuto prendere l'autostrada e ho richiesto l'emissione dell'attestato di transito. Immaginavo di trovare stampata la data e l'ora e invece, con mio stupore, c'era solo l'ora. La data è espressa come un numero progressivo. Nel caso che vedete nell'immagine il giorno è il 356. Bene. E che giorno sarebbe? Ricorriamo a Excel per una rapida soluzione del problema, a meno di avere un calendario che indichi il giorno progressivo sull'anno o chissà, magari qualcuno di voi lettori avrebbe un'altra soluzione?  In Excel possiamo digitare in una cella, per esempio A1, il primo dell'anno, nel mio caso 1/1/2011. Poi in A2 digitiamo 356. E in A3 dobbiamo solo più fare la somma, ossia digitare =A1+A2.
Risultato: 23/12/2011. Mmm.. be', certo potrebbe essere giusto, in realtà mi ricordo che ero andato il 22/12/2011! E come mai questo scarto? Attenzione! Perche' Excel non calcola anche il giorno di partenza, ossia 1/1/2011, ma comincia a contare dal giorno 2. Perciò bisogna sottrarre 1 al risultato finale. La formula corretta da inserire in A3 è:
=A1+A2-1
Qualche dubbio? Un esempio più facile da verificare. Se sull'attestato di transito risulta scritto 5, significa che sono passato il 5 gennaio. Ma se io aggiungo 5  a 1/1/2011 ottengo 6/1/2011, perché non viene contato il primo giorno.
Spero di avervi chiarito le idee... :-) e soprattutto di avervi fatto notare che, come al solito, bisogna controllare!! sempre! Excel, alla fin fine, esegue i calcoli che gli diciamo di fare... ma non è che ragioni... ;.-)

Emanuele

lunedì 23 gennaio 2012

Spostarsi all'interno di un documento Word

Allora, vediamo un po'... chi riconosce questa immagine? Avete capito da dove viene? diciamo che il titolo del post dovrebbe aiutarvi.. ;-) Siamo nell'angolo in basso a destra della finestra di Word, subito al di sotto della barra di scorrimento verticale. Giochiamo un po' alla settimana enigmistica. ricordate Caccia al particolare? Ecco... qualcuno forse ha notato che sul proprio computer le frecce dell'immagine in questione sono nere. Talvolta però diventano blu. Mmmm... sta diventando una cosa un po' contorta? Ma no! Quando sono nere, è l'impostazione predefinita. Ossia, se facciamo clic sulle due frecce in alto, sopra al pallino, ci spostiamo alla pagina precedente, sulle due frecce in basso ci spostiamo alla pagina successiva. Qualcuno forse l'ha già fatto. Ok. E quando diventano blu, che osa significa? In tal caso, quello che accade facendo clic sulle due frecce dipende da che cosa abbiamo fatto nelle ultime operazioni. Per esempio: se faccio una ricerca nel mio documento (modifica-trova), noterete che le frecce diventano blu. A questo punto cliccandoci sopra vado all'occorrenza precedente o successiva della mia ricerca. Un po' come se facessi Trova successivo, o come se facessi trova precedente (che però non esiste; oitrei farlo solo modificando le opzioni della ricerca e impostando Cerca: Su). Recentemente l'ho utilizzato perché facendo la revisione di un documento pieno di note, mi era utile passare da una nota all'altra.
Molto semplice! si fa clic sul pallino e compare così un elenco di possibili oggetti da "sfogliare". Quello delle note a piè pagina è il terzo della seconda fila. Quindi:
1) fai clic sul pallino
2) scegli l'oggetto da sfogliare. nel mio caso le note a piè pagina
3) ora utilizza le freccette colorate in blu e passa così da una nota all'altra.
Ora vi lascio sperimentare: se provate a posizionare il mouse sopra altri oggetti, vedrete cosa si può fare. Per esempio, se avete delle immagini nel documento e volete cercarle, nulla di più semplice: cliccate sul quinto oggetto della prima fila e poi usate le freccette colorate.
Ma c'è molto altro che potrebbe esservi utile!
Buona revisione dei documenti!

Emanuele


domenica 22 gennaio 2012

TAG, Etichetta, parole del WEB 2.0



La parola TAG è una parola che può voler dire molte cose, così come il suo significato deve esser conosciuto da chi vuol "vivere" il web 2.0 in maniera positiva e consapevole.

Come sapete a didaLGo piace dare il giusto nome alle cose ed allora vediamo cosa sono i tag o in italiano le etichette.

Ce lo facciamo spiegare da Giuliano Prati, tramite le pagine del suo interessantissimo libro "Web 2.0 Internet è cambiato" edito da UNI Service Trento - Febbraio 2007 (l'e-book di questo libro è scaricabile gratuitamente all'indirizzo http://www.web-20.it/)


"Il termine TAG, che significa “etichetta”, non è legato esclusivamente al mondo Web 2.0, ma i suoi ambiti di utilizzo sono molteplici. È possibile ad esempio citare i “tag HTML”, OVVERO GLI ELEMENTI facenti parte della sintassi del linguaggio di marcatura ipertestuale. 
[…]
In ambito Web 2.0 questo concetto viene utilizzato in associazione ai blog e al social bookmarking o, più in generale, a tutti quegli strumenti che permettono la condivisione delle informazioni. 
Dato che la comprensione del significato di un testo da parte di un applicativo informatico non è una pratica ancora così diffusa e sicura, viene data delega all’autore del post di descrivere con pochi, ma precisi termini, il suo contenuto, sia esso un testo, un video, un’immagine o quant’altro.
Per fare un esempio concreto, alcuni tag utilizzabili per descrivere gli argomenti di questo libro potrebbero essere: Web2.0, Blog, Wiki, Folksonomia, Mashup, Widget, Ajax, Feed, Xml, Comunit, Business, Buzzword, Ruby, RSS, Folksonomy.
Restando nell’ambito dei blog, ogni contenuto può essere accompagnato da un numero arbitrario di tag descrittivi
Ciò semplifica notevolmente la ricerca all’interno di un archivio, in particolar modo quando si tratta di archivi estesi con un vasto numero di documenti delle più diverse tipologie.
Si possono distinguere due diverse tecniche di taggatura (dall’inglese: “tagging” ovvero applicare un tag, una parola chiave):
-          la prima, svolta direttamente ad alto livello dagli editori/autori,
-          la seconda, realizzata alla base, ovvero dagli utenti, fruitori delle informazioni.

La taggatura del primo tipo, come già detto, prevede un’azione diretta da parte dell’autore allo scopo di descrivere quale siano i concetti chiave dei contenuti da lui inseriti. Si tratta di un’operazione svolta al termine del processo redazionale, ma prima della sua pubblicazione.

Il secondo tipo di taggatura invece, chiamato anche taggatura collaborativa (collaborative tagging), è un’operazione non più svolta dall’autore dell’articolo, ma dagli utenti che ne hanno preso visione. In questo modo si potranno utilizzare parole chiave differenti a seconda della sensibilità dei lettori che adotteranno un termine piuttosto che un altro in base ai concetti che ritengono di maggior importanza o interesse espressi nell’articolo. Sarà indubbiamente possibile che più soggetti usino i medesimi tag per descrivere un contenuto, così facendo questi acquisteranno una maggior importanza rispetto agli altri adottati e potrebbero essere presentati con un colore, una dimensione  o una collocazione diversa rispetto ai meno utilizzati, per poterli individuare più rapidamente.

Questa seconda modalità di utilizzo dei tag gestiti dagli utenti prende anche il nome di: FOLKSONOMIA."


Quindi i tag sono le etichette che gli utenti associano a ciò che pubblicano sul web per facilitare i navigatori a ritrovare le loro pubblicazioni.


Tutto chiaro?


Spero di si, comunque non è finita qui, proseguiremo con altri due post per cercare di spiegare meglio l'argomento.


A presto e buone taggature...


POST CORRELATI:
FOLKSONOMIA una parola del web 2.0
TAG CLOUD, una parola del web 2.0

lunedì 9 gennaio 2012

Evidenziare in verticale in WORD


Word è probabilmente il pacchetto applicativo più conosciuto ed utilizzato. Probabilmente tutti quelli che lo usano sanno evidenziare una porzione di testo. In pochi però sanno che si può evidenziare anche in verticale, proprio come si può vedere nell'immagine iniziale di questo post.
Come si può osservare una parte del testo è stata colorata di rosso. Per fare questo ho impiegato circa un secondo. Come ho fatto? Semplice ho evidenziato solo quella determinata zona. Come del resto si può vedere sempre dall'immagine dove è stata evidenziata una parte di alcune righe del testo.

Questa operazione si può svolgere molto rapidamente. Infatti, come praticamente tutti sanno, Word  non ci fa spezzare le righe. Ovvero quando evidenziamo se scendiamo verso il basso viene evidenziata l'intera riga sulla quale ci troviamo.
Se vogliamo evidenziare solo una parte di alcune righe dobbiamo prima di tutto tenere premuto il tasto ALT della tastiera e poi evidenziare (normalmente) tenendo premuto il tasto sinistro del mouse.

Provate. Facile no? Il trucco sta nel premere il tasto ALT prima di iniziare a evidenziare la porzione di testo.

Non sarà l'operazione più importante da svolgere in Word, ma può essere utile ed io la segnerei nella mia cara vecchia agendina.

Quindi buone evidenziature...



giovedì 5 gennaio 2012

EULA - End User License Agreement


Molto spesso ci capita di svolgere delle operazioni con il nostro computer e di non saper dare un nome ad esse.
Per esempio, il termine EULA, rappresenta una situazione che sicuramente chi utilizza il computer avrà affrontato tantissime volte, ma sfido la maggior parte delle persone a sapere che cosa essa voglia dire.

EULA è l'acronimo di End User License Agreement, quindi l'accettazione della licenza da parte del utente finale. Come si può vedere nell'immagine di questo post, essa appare tutte le volte che installiamo sul nostro computer un software. Appare in quella finestra dove ci viene chiesto di accettare i termini di uso del programma. 
Spesso, a chi non è tanto avvezzo all'uso del computer, viene detto che installare un software è assolutamente facile, e non bisogna far altro che dire sempre SI, ovvero fare clic su Si o su Accetto in tutte le finestrelle che appaiano durante l'installazione. Non è un gran consiglio ma come molti avranno avuto modo di provare, funziona.

Quindi ora sappiamo due cose. Come si chiama quella finestrella che appare ogni volta che cerchiamo di installare un programma sul nostro computer e che è importante leggere bene qualsiasi cosa prima di dare il proprio consenso.

Se vogliamo essere precisi pertanto EULA è il contratto tra il fornitore di un programma software e l'utente finale.
La licenza in genere è inclusa nei software protetti da copyright. Molte volte il contratto del programma si può vedere direttamente sullo schermo del computer nelle prime fasi dell'installazione e informa l'utente sulle condizioni d'uso e di riproduzione del software. Spesso nel contratto il produttore declina ogni responsabilità sui danni causati sul computer dall'installazione del software (quindi attenzione che con quell'accetto il più delle volte accettiamo il fatto che se quel software crea dei danni alla nostra macchina è tutta colpa nostra in quanto abbiamo deciso consapevolmente di inserire tale programma assumendocene i rischi).
Per terminare l'installazione del programma, l'utente deve necessariamente accettare tutte le clausole inserite nel contratto o Eula (che spesso non sono tradotte in italiano).

Ora sappiamo queste cose e visto che negli esami del primo modulo dell'ECDL, ovvero il modulo Concetti di base dell'ICT, spesso appare una domanda su EULA, possiamo anche affrontare tale esame sapendo che a quella domanda risponderemo in maniera corretta.

Buone installazioni ...

mercoledì 4 gennaio 2012

POWER POINT e il fascino morboso dello sfondo


Secondo me Giacomo Mason è davvero il più "bravo" ed esperto creatore di diapositive di Power Point.

Ecco una presentazione che tutti quelli che utilizzano Power Point dovrebbero vedere.
Molto ben fatta, simpatica, interessante e sicuramente utile e puntuale nei contenuti.

Per chi insegna l'uso di Power Point o anche solo per chi si appresta a farne uso, diapositive come queste non possono assolutamente mancare nella propria cassettina degli attrezzi.

La presentazione dal titolo "Powerpoint, e il fascino morboso dello sfondo", in 46 diapositive ci spiega quale sia lo sfondo migliore per le nostre presentazioni.

Dobbiamo infatti ricordarci che usare Power Point è qualcosa che chiunque può fare ed è semplicissimo, usarlo bene non è altrettanto facile.

Le diapositive in questione sono state condivise online dall'autore tramite il servizio web slideshare e sono visibili cliccando QUI.

Quindi buona visione e subito dopo buoni sfondi...

lunedì 5 dicembre 2011

Calcolo della variazione in percentuale (3/3)

Abbiamo visto nei precedenti post, Calcolo della variazione in percentuale (1 di 3) e Calcolo della variazione in percentuale (2 di 3) come sia possibile ricorrere alla funzione SE per fare un test e verificare il contenuto di una cella. In base al risultato del test, utilizzando opportunamente il tipo di carattere Wingdings 3, la cella conterrà un triangolino con il vertice in alto o in basso, a indicare un valore maggiore o inferiore a 0. Ora non rimane che colorare il nostro triangolino di verde o di rosso. Per ottenere questo risultato dobbiamo ricorrere alla formattazione condizionale. La formattazione condizionale fa... ciò che dice! Ossia, rende possibile formattare, cioè applicare un determinato formato a una cella se una certa condizione viene rispettata. Possiamo impostare un colore al carattere, mettere il testo in grassetto, oppure applicare un bordo alla cella, oppure ancora impostare un colore di riempimento alla cella, insomma uno sfondo alla cella. Nel nostro caso, si tratterà di cambiare il colore del carattere e ottenere così un triangolino rosso o verde. Per noi la condizione da verificare sarà controllare che cosa è stato scritto nella cella F3. Se è uguale a "p", allora il testo sarà colore verde, se è uguale a "q", il testo sarà colore rosso. Non dimenticate che il testo per noi è un triangolino, perche' abbiamo impostato il tipo di carattere Wingdings 3.
1) Selezioniamo l'intervallo F3:F5.
2) Menu formato-Formattazione condizionale
3) Il valore della cella è  va bene così, poi impostiamo (vedi l'immagine) "uguale a" e nella casella accanto scriviamo p
4) ora dobbiamo solo scegliere il formato cliccando sul pulsante Formato...
5) nella finestra che si apre, sulla scheda Carattere scegliamo il colore verde.
6) poi si preme Ok.
7) ultimo passaggio: dobbiamo dire a Excel che cosa fare quando la cella contiene "q" (ossia il triangolino con il vertice rivolto verso il basso).
8) Premiamo il pulsante Aggiungi >> e poi procediamo come ai punti 3-4-5, digitando però "q" e scegliendo il colore rosso.

9) Ora basta solo chiudere la finestra premendo Ok due volte.
E il gioco è fatto! I nostri triangolini sono ora colorati e la formattazione condizionale ci aiuterà a visualizzare meglio i valori di nostro interesse.

Meditiamoci sopra... e la prossima volta vediamo come usare la formattazione condizionale per individuare facilmente le celle con valori ripetuti.

Emanuele

[Calcolo della variazione in percentuale (1 di 3) Calcolo della variazione in percentuale (2 di 3)]

venerdì 25 novembre 2011

Calcolo della variazione in percentuale (2 di 3)

Abbiamo visto in un precedente post, Calcolo della variazione in percentuale (1 di 3), come calcolare la variazione in percentuale tra due numeri: potrebbero essere per esempio i dati relativi all'incremento delle vendite in 3 nazioni diverse. Se il numero è positivo, il triangolino è con il vertice in alto e verde: sono aumentate rispetto al mese precedente! Ora vogliamo aggiungere anche un triangolino colorato, che ci aiuti  visualizzare subito a occhio le variazioni positive e negative. Cominciamo subito dal triangolino.
1) Come si fa a inserire il triangolino? Non è un "disegno" o un'immagine. Si tratta piuttosto di un carattere che appartiene a un tipo di carattere particolare, costituito in realtà tutto da simboli. Il font in questione si chiama Wingdings 3. Usando il comando Inserisci - Simbolo, possiamo trovare, dopo aver impostato il font Wingdings 3, il simbolo che corrisponde al triangolo con il vertice verso l'alto. Una volta inserito, se andiamo sulla cella e controlliamo la barra della formula, troviamo una "p". Ora, se andiamo nella cella e scriviamo q, il triangolino avrà il vertice rivolto verso il basso. Insomma, p e q sono i caratteri che formattati come Wingdings 3 corrispondono a triangolini.
2) Come facciamo a visualizzare il triangolino con il vertice in alto o in basso? Si tratta di controllare il valore che compare in E: se è maggiore di 0 voglio il triangolo con il vertice in alto, altrimento con il vertice in basso. Dobbiamo usare la funzione SE. Tale funzione ha 3 argomenti:
SE(test; se_vero; se_falso).
  • Test è la condizione che vogliamo verificare: nel nostro caso, se il valore nella colonna E è maggiore di 0
  • se_vero: ciò che vogliamo avere nella colonna F se il test dà come risultato VERO: vogliamo la lettera p
  • se_falso: ciò che vogliamo avere nella colonna F se il test dà come risultato FALSO, nel nostro caso una q.
In pratica, andiamo in F3 e digitiamo:
=SE(E3>0;"p";"q")  occhio alle virgolette!
3) occorre solo ricopiare la formula, come spiegato nel precedente post e dovremmo ottenere: in F3 q, in G3 e in H3: p
4) ora selezioniamo l'intervallo F3:H3 e impostiamo il carattere Wingdings 3.
Fatto? Perfetto, dovremmo vedere tutti i nostri 3 triangolini di colore nero.
L'ultima operazione è ottenere che sia verde o rosso a seconda che ci sia un incremento o un decremento.
Sarà il pane del prossimo post! E useremo la formattazione condizionale.
A presto

Emanuele

mercoledì 23 novembre 2011

Calcoli, formule e funzioni in Microsoft Word (3)


Eccoci alla terza puntata sui calcoli in Word.
Abbiamo visto che è una operazione che può essere svolta in maniera abbastanza semplice. Come dicevamo nella seconda puntata è possibile fare calcoli complessi sotto forma di funzioni. Un po' come in Excel con la differenza che Word ha un numero di funzioni limitate e che il loro nome non è tradotto in italiano.

E se abbiamo bisogno nel nostro documento di calcolare al volo l'importo dell'IVA di una fattura? E se ci servisse questo risultato arrotondato con due cifre decimali?

Nulla di più semplice.

Proviamo insieme.

Prima di tutto attiviamo la zona di calcolo nel nostro documento premendo la combinazione di tasti 
CTRL + F9.
Ora tra le parentesi graffe andiamo ad inserire la nostra formula/funzione.
Naturalmente dobbiamo iniziare con il simbolo dei calcoli ovvero =
Poi dobbiamo inserire (come faremmo anche in Excel) il nome della funzione seguito dall'apertura della parentesi tonda. In questo caso vogliamo che l'importo dell'IVA sia arrotondato quindi usiamo la funzione ROUND (se usassimo Excel per arrotondare useremmo la versione italiana ovvero ARROTONDA).
Quindi, a questo punto abbiamo inserito la seguente formula: =ROUND(
Ora inseriamo la nostra formula. Mettiamo di voler calcolare l'IVA su un imponibile di 1.785,12 euro e che l'IVA abbia una aliquota del 21%. Possiamo quindi continuare la formula in questo modo: =ROUND(1785,12*21%
Fatto questo dobbiamo comunicare a Word che abbiamo inserito il primo argomento ovvero la formula da arrotondare e che vogliamo passare a dire quante cifre vogliamo tenere dopo la virgola prima di arrotondare. Dobbiamo quindi inserire il separatore ; e la cifra 2 e chiudiamo la parentesi.
La nostra formula è completa rivediamola e rileggiamola: =ROUND(1785,12*21%;2)
Non importa se inseriamo il nome della funzione ROUND in maiuscolo o minuscolo, in quanto Word non fa differenze, facciamo solo attenzione a non inserire spazi tra le varie voci e a digitare il numero inserendo la virgola e non il punto e senza il punto separatore delle migliaia. 
Capiamo insieme: abbiamo iniziato con l'uguale che indica che vogliamo fare una formula, poi abbiamo digitato il nome della funzione che permette di arrotondare il risultato. Tra parentesi abbiamo inserito il nostro calcolo ed infine dopo il punto e virgola abbiamo inserito 2 per dire a Word di tenere due cifre decimali e poi arrotondare.

Il nostro risultato sarà €  374,88

Per il formato euro possiamo seguire le istruzioni della seconda puntata di questa serie di post.

All'inizio del post troviamo una immagine che ci può dare  una mano.

Per oggi e tutto, alla prossima puntata...

TERZA PUNTATA

venerdì 18 novembre 2011

Calcolo della variazione in percentuale (1 di 3)

Oggi vorrei vedere come calcolare una variazione in percentuale tra due valori e come esprimere tale variazione con un indicatore grafico colorato (tipo il triangolino verde o rosso). Insomma, quello che vedete nell'immagine! Tenete conto che i triangolini colorati sono una funzionalità che Excel 2007 integra automaticamente, dunque è più facile ottenerli. Nel mio post terrò conto di tutti quelli -e sono sicuramente molti- che usano ancora Excel 2003. Seguitemi nei primi passi:
1) ricopiate tutto quello che si vede nell'immagine, ma non le percentuali nella colonna E, che sono una formula! e tanto meno inserirete a mano i triangolini ;-)
2) per calcolare la variazione mensile, ci collochiamo in E3 e digitiamo la seguente formula:
=D3/C3-1
Come risultato avremo qualcosa tipo: -0,210084034
3) Bene, ora impostiamo il formato percentuale, premendo sul pulsante %
4) Per finire ricopiamo la formula nelle celle sottostanti. Il metodo più semplice potrebbe essere di posizionarsi con il mouse sull'angolo in basso a destra della cella E3 (dovreste notare che il puntatore del mouse cambia forma e diventa un piccolo più nero) e fare doppio clic.
5) Ora abbiamo la formula ripetuta sulle 3 righe con i valori espressi in percentuale. Eventualmente possiamo aumentare il numero di cifre decimali, per ottenere un valore più preciso.
Fin qui tutto semplice, direi. E i triangolini? Aspettate i prossimi post :-) Nel frattempo vi lascio un primo suggerimento, così qualcuno di voi potrebbe trovare una soluzione: si tratta di usare la funzione SE... Ma non solo!
A presto!

Emanuele

[Calcolo della variazione in percentuale (2 di 3)]

lunedì 14 novembre 2011

Stampa di bozza in Word

Alla fine della stesura di un documento, può essere utile una stampa di prova. E' vero che a video si controlla molto, ma certi errori o imprecisioni saltano agli occhi solo quando abbiamo il foglio in mano. E come possiamo fare per non sprecare fogli su fogli, mantenendo però l'impaginazione del documento? Ossia, con eventuali immagini, tabelle eccetera?

La soluzione è quella di impostare opportunamente la stampa:
1) [word 2003] File - Stampa; [word 2007] Pulsante Office - Stampa (oppure: CTRL+ MAIUSC + F12)
Ora nella casella "Pagine per foglio" possiamo per esempio impostare 2 pagine.
Il risultato sarà che su ogni foglio saranno stampate due pagine. Il foglio sarà orientato in orizzontale e le nostre due pagine saranno affiancate, ridotte di dimensione al 50% circa.
Buon lavoro e occhio alle stampe inutili!
Emanuele



domenica 13 novembre 2011

Calcoli, formule e funzioni in Microsoft Word (2)

Nella prima puntata (clicca QUI) di questi post dedicati ai calcoli ed alle formule e funzioni in Microsoft Word abbiamo visto come calcolare attraverso la funziona AVERAGE la media tra alcuni numeri.

Ora vediamo come si può formattare il risultato in maniera che appaia nel nostro documento sotto forma di valuta euro.
Dobbiamo prima di tutto impostare la formula. Ricordo che bisogna attivare la zona di calcolo attraverso la combinazione di tasti CTRL + F9 quindi digitare all'interno delle parentesi graffe =AVERAGE(30;40;50;60). Nell'immagine in alto si può vedere la formula che va inserita. Il risultato sarà 45. Ma se vogliamo visualizzarlo come se fossero 45 euro?
Semplice, basta andare con il mouse sulla formula e fare clic sul tasto destro del mouse. Si aprirà una finestra di dialogo come questa qui sotto:
Dobbiamo scegliere facendo clic con il tasto sinistro del mouse, il comando Modifica campo...
Si aprirà una nuova finestra di dialogo dal nome campo, proprio come quella che possiamo vedere qui sotto:
In questa finestra dobbiamo scegliere il tasto Formula.
Siamo quasi giunti al termine. Si è aperta la finestra formula (esattamente quella presente all'inizio di questo articolo) dove dobbiamo andare a scegliere, tra quelli proposti, il formato numerico che desideriamo dare al nostro risultato. Nel nostro caso scegliamo il terzo ovvero quello che ci visualizza il numero con il formato Valuta Euro.

Confermiamo ed il gioco è fatto.

Semplice no?

Nella prossima puntata approfondiremo ancora un pochino l'argomento.

Buoni calcoli in word...

SECONDA PUNTATA

venerdì 11 novembre 2011

Muoversi all'interno del documento Word

Nel mio lavoro mi capita di revisionare documenti scritti da altri. Apro il documento di Word e poi lo leggo, lo scorro, faccio ricerche su possibili errori, vado al fondo, torno all'inizio eccetera. Insomma, mi muovo avanti e indietro nel documento. Una funzionalità di Word molto comoda è quella che memorizza le ultime tre posizioni in cui sono stato. Lo possiamo verificare molto facilmente:


1) aprite un documento
2) premete MAIUSC+F5



Cosa è accaduto? Il cursore/punto di inserimento ora lampeggia nell'ultima posizione in cui eravate prima di chiudere il documento. Se premete ancora una volta MAIUSC+F5 vi trovate nella penultima posizione e così ancora un ulteriore MAIUSC+F5 vi porterà nella terz'ultima posizione.
Buon viaggio in Word!

Emanuele