lunedì 3 dicembre 2012

Tastiera italiana o straniera?!

L'altro giorno durante un esame di Excel, mi chiama un'allieva e mi dice: "Non riesco più a fare l'uguale!?! Guardi, lo premo e ottengo la parentesi tonda chiusa!!"
Eh già, la tastiera era "diventata" inglese. Se notate, in basso a destra, vicino all'orologio, insieme a diverse altre piccole icone che si trovano in quello che si chiama system tray, sulla sinistra dovreste vedere - di solito è impostato così- un quadratino blu con all'interno le lettere IT. Significa che il nostro sistema operativo è impostato per usare il layout di tastiera italiano. Be', certo la tastiera è italiana, ma possiamo dire al sistema operativo: guarda che voglio usarla come se fosse inglese e così scompaiono le lettere accentate (la tastiera inglese non le ha) e alcuni caratteri cambiano posizione (come l'uguale, o le parentesi, i segni di interpunzione ecc.), come se avessimo di fronte la tastiera inglese. Certo che le cose diventano un po' difficili: dobbiamo conoscere molto bene la posizione dei tasti, altrimenti ci si complica la vita... se dovessi mai cambiare layout di tastiera per scrivere in un'altra lingua, come minimo mi procurerei degli stickers, dei piccoli adesivi con il simbolo della lettera da applicare ai tasti della mia tastiera. Dicevo "se dovessi mai farlo"... a dire il vero preferirei piuttosto comprare una tastiera straniera.. costa meno ed è più semplice scrivere :-) Pensate per un traduttore: sarebbe una buona soluzione, invece che fare sempre inserisci-simbolo, oppure usare combinazioni di tasti per i caratteri stranieri, come raccontavo in un post di alcune settimane fa...

Ma torniamo a noi. Come ha fatto la mia allieva a cambiare il layout della tastiera senza accorgersene? Provate un po': basta premere ALT e il tasto della maiuscola e voilà... passi da quella italiana a quella inglese, che di solito sono le due installate. Senza utilizzare combinazioni di tasti, basta cliccare sopra la casellina blu con scritto IT e dal menu che si apre si può scegliere un altro layout.

Se capiterà anche a noi, non avremo bisogno di riavviare il pc per farlo "funzionare" di nuovo...;-)
(Certo, perché spegnendo, al riavvio ripartirà con le impostazioni predefinite e il layout italiano sarà il nostro...)

giovedì 29 novembre 2012

Virgolette inglesi? a caporale... o a sergente?!

Troviamo le virgolette sulla tastiera dove c'è la cifra 2 (si ottengono premendo insieme il tasto della maiuscola e il 2). Tutto semplice, no? Eh già, però qualche volta nel nostro documento sono diritte, qualche volta ricurve. Avete mai notato? Tutto dipende da un'impostazione in Strumenti-Correzione automatica-Formattazione automatica durante la digitazione e poi si tratta di spuntare Virgolette semplici con Virgolette inglesi. Quelle semplici sono diritte, quelle inglesi sono ricurve, un po' come l'apostrofo. Talvolta accade che lavorando su computer diversi, ci troviamo alla fine della stesura del documento con entrambi i tipi di virgolette. Al di là della scelta che preferiamo, naturalmente è importante l'uniformità. Perciò per renderle tutte uguali, basta fare così:
1) vai su Modifica-Sostituisci.
2) In Trova inserisci le virgolette, in Sostituisci con inserisci le virgolette. Poi premi Sostituisci tutto. Alla fine vedrai che le virgolette sono tutte uguali (uguali a che cosa, ti starai chiedendo? inglesi o diritte? be', dipende dalle impostazioni della correzione automatica).

E ora passiamo ai caporali o sergenti... :-) Sono così definite le virgolette costituite da due lineette che convergono a formare un angolo acuto. E sulla tastiera dove sono? Non ci sono, perché abbiamo solo vicino alla Z i segni di maggiore e minore, ma se provate a farle con quelli ripetendoli... mmm, a me non piacciono affatto! E allora? Inserisci-Simbolo ci consente di inserirle (si trovano dopo tutte le lettere dell'alfabeto, poco oltre). Solo che è un po' noioso. Sto scrivendo in questi giorni un testo ricco di citazioni, che sono tra virgolette a caporale. Così ho creato una combinazione di tasti con cui inserirle, senza andare ogni volta su Inserisci-Simbolo.

Vuoi provare anche tu?

1) Menu Inserisci-Simbolo. Localizza le virgolette a caporale di apertura e seleziona il simbolo.
2) Premi il pulsante Tasti di scelta rapida. Nella finestra che si apre vai su Nuova combinazione. Premi ALT e insieme <. Dovresti vedere ora nella casella: ALT+<
3) Ripeti l'operazione per le virgolette di chiusura. Io ho scelto la combinazione ALT+>. Per ottenerla, ricorda che i segni + non vanno premuti e che il segno di maggiore si ottiene con la maiuscola (perciò nella casella Nuova combinazione premi ALT e tenendolo premuto premi la maiuscola e tenendoli premuti, premi infine >).
Molto bene, per inserire una citazione nel documento usando le virgolette a caporale le cose sono più semplici, vero?

Ora sei capace di creare una combinazione di tasti di scelta rapida per qualunque segno ti serva frequentemente!


lunedì 12 novembre 2012

Grafico Excel con voti degli studenti e media della classe

Oggi cerchiamo di imparare a crerare un grafico come questo: lo scopo dovrebbe essere quello di aiutarci a visualizzare facilmente gli allievi i cui risultati sono inferiori alla media della classe. Penso che creare un grafico con i risultati dei nostri allievi (un istogramma) non sia troppo difficile. La difficoltà potrebbe derivare dal fatto che vogliamo una linea orizzontale a segnalare il voto medio. Be', non credo di dovervi dire che non si tratta di creare una linea e di sistemarla sopra il grafico, più o meno nel punto corrispondente alla media! :-) Troveremo una soluzione che definirei più flessibile, ossia se cambiano i voti, automaticamente la linea si sposta, e forse -oserei dire- più elegante.
Cominciamo digitando i dati: nomi e voti. Ora nella colonna C dobbiamo visualizzare una formula con la media della classe. Ossia in C3 digitiamo la seguente formula (in precedenza abbiamo parlato del calcolo della media):
=MEDIA($B$3:$B$8)

Attenzione a inserire anche i simboli del dollaro nella formula, cioè a usare dei riferimenti assoluti. In tal modo, dopo aver creato la formula e verificato che il risultato sia corretto, possiamo ricopiare la formula contenuta nella cella C3 fino alla cella C8 (basta fare doppio clic sul quadratino nero in basso a destra della cella C3). In tal modo avremo ottenuto questo:


Bene. Ora possiamo creare il grafico. Selezioniamo l'intervallo A2:C8. Fatto? Adesso andiamo sul menu Inserisci-Grafico e creiamo un semplice grafico a istogramma. Perfetto. Manca soltanto un'ultima operazione: dobbiamo dire a Excel che la serie relativa alla media della classe la vogliamo come un grafico a linee. Eh già, perché è possibile creare grafici "mescolati", con 2 diversi tipi di grafico. Come si fa?
Fate un clic su un istogramma qualunque in colore rosso, se corrisponde anche per voi alla media della classe. Dovreste ottenere ciò che vedete nell'immagine qui sopra: tutti gli istogrammni relativi alla serie "Media classe" appariranno selezionati. Ora clic con il tasto destro del mouse su uno qualunque degli istogrammi selezionati e scegliete Cambia tipo grafico... Selezionate Grafico a linee e... voilà! Il gioco è fatto. Non rimane eventualmente che da formattare diversamente il colore della linea.
 
Buon lavoro!
Emanuele 
 
 
 
 

domenica 11 novembre 2012

Guida GMAIL - Inoltrare i messaggi ricevuti su un'altra e-mail



Molte persone hanno un indirizzo di posta elettronica che usano spesso ma che ha il difetto di avere un nome utente non propriamente professionale.

Per esempio, potrebbe essere accaduto di aver creato un indirizzo mail su hotmail con il nome utente “belloccio84”.
Viene da se che la mail belloccio84@hotmail.com non è la migliore mail da inserire nel curriculum vitae.  

Per contro questa mail è quella che usiamo abitualmente, ed anche quella che i nostri amici conoscono. Come possiamo fare per avere un indirizzo più serio e non perdere il nostro “amato” indirizzo poco professionale?

Semplice, possiamo crearci un nuovo account gmail, con un nome più serio (magari il meglio del meglio ovvero nome.cognome). Quindi fare in modo che chiunque ci scriva a questo indirizzo “serio” (che avremo nel frattempo messo sul Curriculum Vitae) in realtà ci scriva sul nostro indirizzo personale.

Per fare questo, basta infatti fare in modo che tutti i messaggi giunti sul nostro indirizzo “serio” vengano automaticamente ed immediatamente inoltrati al nostro indirizzo “storico”.

Il tutto in automatico e senza che chi ci invia il messaggio lo possa scoprire.

Ma vediamo nelle prossime slide, come si può fare in questa breve guida pubblicata da didaLGo sul portale SLIDESHARE:

Buona visione e buoni inoltri...



mercoledì 10 ottobre 2012

Creare titoli numerati automaticamente da utilizzare nel sommario di Word

Questo post è una evoluzione di Come creare un sommario automatico con Word pubblicato in omaggio a Stefania, lettrice di didaLGo, che ha chiesto un approfondimento.

1. Premessa
Mi sa che un titolo come quello che ho scelto richiede qualche spiegazione :-)
Questo post, lungo, vuole spiegare come sia possibile, utilizzando gli stili in modo avanzato, creare automaticamente la numerazione dei titoli, come vedete in questo stesso post: 1, 1.1 , 1.2, 2, 2.1 e utilizzare tale numerazione nel sommario creato automaticamente da Word.
Il modo migliore per farvi capire dove arriveremo, se mi seguirete passo-passo, è farvi vedere il sommario automatico che sarà creato in Word:


Che ne dite? Allora, partiamo!
Dimenticavo una precisazione: qualcuno parla di "indice del documento", ma in Word l'indice è un'altra cosa (sarebbe l'indice degli autori, o dei luoghi, o degli argomenti e così via).

2. Requisiti
  2.1. Software
La spiegazione riguarda il procedimento da utilizzare con Word2003. Con Word2007-2010 non cambia la teoria, ma soltanto l’interfaccia, ossia i comandi sono un po’ diversi da trovare, ma alla fine otterremo lo stesso identico risultato.

  2.2. Competenze Word
Per arrivare sani e salvi alla fine del post sarebbe meglio saper utilizzare gli stili e saper creare un sommario automatico. Ma questo, se siete fedeli lettori di didaLGo  lo sapete già fare. In passato alcuni post hanno trattato questi due argomenti. In ogni modo cercherò di ricordare i passaggi principali, così arriviamo insieme sani e salvi alla fine della… gita informatica!

3. Procedimento
  3.1. Scrivere il documento
In linea generale, personalmente preferisco innanzitutto scrivere il testo, senza badare particolarmente alla formattazione, e poi occuparmi di ciò che non è contenuto, ma aspetto: formato carattere, paragrafo, margini ecc. Dopo tutto, la prima cosa da fare è scrivere il testo, senza distrazioni. O no?
Nella stesura del documento è opportuno che esista almeno la struttura minima di titolazione, ossia un titolo di primo livello, uno di secondo e, qualora la struttura sia particolarmente analitica, uno di terzo. Non andrei oltre, anche se Word ci consentirebbe in linea teorica di arrivare a 9 livelli! Mi auguro nessuno arrivi mai a tanto. Sarebbe qualcosa come un titolo così:
1.5.2.3.5.2.2.3.1
Che ne pensate? Ma se anche solo fossero 4 livelli, diventerebbe:
1.5.2.3  ossia, mi trovo nel terzo paragrafo del secondo sottocapitolo del quinto capitolo della parte uno… [io ripenserei alla struttura del mio documento, che va comunque definita prima di cominciare a scrivere!]

  3.2. Applicare la formattazione
 In vista della creazione del sommario automatico, è consigliabile applicare una formattazione ai nostri titoli. Naturalmente sarà possibile successivamente modificarla a piacere e le modifiche saranno automaticamente applicate ovunque avremo utilizzato gli stili.

  3.3. Creare gli stili
Posizioniamoci sul titolo di livello 1. Creiamo lo stile. Beh, per questo basta fare clic nella casella in alto a sinistra, dove al momento ci sarà scritto probabilmente qualcosa come Normale + …, cancellare quanto è scritto e scrivere per esempio Liv_1 e poi premere Invio.





Se tutto ha funzionato, aprendo l’elenco di voci presenti in quella casella, dovremmo trovare almeno Titolo 1, Titolo 2, Titolo 3 e Liv_1 (più qualche altro stile).

  3.4. Impostare il livello di struttura per uno stile
Formato - Stili e formattazione. Si aprirà sulla destra un riquadro in cui vedremo tra gli altri il nostro stile Liv_1. Lo clicchiamo con il tasto destro e scegliamo Modifica.


In questa finestra di dialogo andiamo in basso a sinistra su Formato - Paragrafo.
Ora impostiamo il livello struttura. Come vedete, ora è impostato “corpo del testo”, ma è possibile scegliere da Livello 1 a Livello 9. Noi impostiamo: Livello 1. Cambia qualcosa? Apparentemente no, ma è giusto così.
Chiudiamo la finestra premendo su Ok. Ora siamo nuovamente nella finestra Modifica stile. [Se avete chiuso troppe finestre… tornate sullo stile e premete tasto destro e clic su Modifica]

  3.5. Impostare l’elenco numerato a struttura per uno stile
Di nuovo clic in basso a sinistra su Formato-Numerazione.
Ora scegliamo Struttura e poi clic sul terzo schema, tipo: 1., 1.1., 1.1.1.
Ora clic sul pulsante in basso a destra: Personalizza…



Verifichiamo che il livello in alto a sinistra sia impostato su 1.
Questa finestra di dialogo consente anche di impostare alcune caratteristiche specifiche dell’elenco numerato, come lo stile numero (1,2,3 A,B,C, ecc), la posizione del numero, la tabulazione ecc.

  3.6. Collegare il livello a uno stile
Ora clic sul pulsante Altro che vedete sulla destra (dopo averlo cliccato, diventerà: Standard).



In basso, dove compare Collega livello a stile, impostiamo il nostro stile Liv_1
Da qui in avanti dobbiamo:
  • posizionarci sul titolo di livello 2
  • creare lo stile
  • impostare il livello di struttura
  • impostare l’elenco numerato strutturato
  • collegare il livello allo stile. Qui dobbiamo prestare attenzione, perché Word nella finestra "Personalizza struttura elenco numerato" propone in alto a sinistra Livello 1, anche se siamo sullo stile Liv_2 (che avrà un livello di struttura Livello 2, vedi par. 3.4.). Perciò dobbiamo noi manualmente cliccare su 2 e poi impostare in basso a sinistra collega livello a stile: Liv_2. Ora possiamo notare che sulla destra è spuntata la casella Riprendi numerazione dopo e automaticamente è stato impostato Livello 1 (infatti siamo su un paragrafo di livello 2).
  3.7. Creare il sommario
Se non abbiamo altri livelli, il gioco è fatto. Si tratta solo di applicare agli altri titoli presenti nel nostro documento lo stile Liv_1 e Liv_2 e per finire… creare lo stile in un battibaleno! (Inserisci-Indici e sommario - Sommario e se non sapete come fare, leggete questo post di didaLGo:

http://didalgo.blogspot.it/2007/08/come-creare-un-sommario-automatico-con.html



Se qualcuno vuole il file word che contiene questo post con gli stili creati e il sommario e tutto quanto, scriva a didallgo@gmail.com  (occhio che nell'indirizzo email ci sono due "elle": didallgo!)

Buon lavoro!
Emanuele

lunedì 14 maggio 2012

Calcolo della media

Eccoci di nuovo insieme. Beh, forse qualcuno penserà che almeno questa volta il post sarà facile...:-) E allora partiamo con le cose semplici e poi vedremo... Calcolare la media in Excel è molto semplice, perché esiste una funzione che fa al caso nostro: MEDIA. La sintassi è la seguente:
=MEDIA(num1;num2;...) 
dove num1, num2... sono le celle di cui calcolare la media. Possiamo anche naturalmente inserire un intervallo, per non essere costretti a elencare tutte le singole celle una per volta. Per avere la media delle celle in B2,B3,B4,B5 possiamo scrivere:
=MEDIA(B2;B3;B4;B5) oppure  =MEDIA(B2:B5)

Fin qui penso che non vi sia alcunché di complesso, basta provare.
questo secondo caso che vi propongo potrebbe creare qualche difficoltà.
Supponiamo di non avere tutti i dati delle vendite dei nostri prodotti.
La nostra funzione MEDIA non darà più il risultato, perché una delle celle da sommare contiene un valore di errore. Che fare? Escludo, naturalmente, l'idea di selezionare a mano le singole celle di cui calcolare la media (ossia scrivere in D8:   =MEDIA(D2;D3;D5), perché se i dati dovessero cambiare, dovrei ogni volta modificare la formula.
Possiamo ipotizzare una prima soluzione (ce ne sono anche altre). Nella colonna E inseriamo una formula che ci dica se il valore nella colonna D è un errore. Excel ha la funzione VAL.ERRORE che ci informa se una cella contiene un valore di errore. A questo punto potremo calcolare la MEDIA usando una funzione simile, che si chiama però MEDIA.SE. E' possibile calcolare la MEDIA se viene rispettata una condizione. Diremo a Excel di calcolare la media della colonna D solo se nella colonna E compare FALSO (ossia la cella corrispondente in D non contiene un errore).
ci siamo ancora tutti?! ;-)   Molto bene.
Allora, in E2 la formula è:
=VAL.ERRORE(D2)
poi ricopiamo la formula nelle celle fino a E5.
Perfetto. Ora in E8 inseriamo la funzione MEDIA.SE(intervallo;criterio;[int_media]).
La funzione ha 3 argomenti: il primo corrisponde all'intervallo che contiene i nostri criteri VERO/FALSO, perciò sarà E2:E5.
il secondo corrisponde al criterio in base al quale decidere se includere il valore nella media; per noi sarà FALSO (che significa che nella cella della colonna D non ci sono errori); il terzo argomento è D2:D5, ossia l'intervallo di celle di cui calcolare la media. Nota che questo terzo argomento è posto tra parentesi []. Ciò significa che è opzionale. Se viene omesso, Excel calcola la media usando come intervallo di celle l'intervallo impostato come prinmo argomento (nel nostro caso sarebbe E2:E5 ma sarebbe sbagliato!)
La formula in E8 sarà:
=MEDIA.SE(E2:E5;FALSO;D2:D5)

Un'altra volta vedremo come ottenere questo risulato senza la funzione MEDIA.SE, che non esiste in Excel2003.

bye bye...
Emanuele





giovedì 16 febbraio 2012

Usare la mappa documento in Word

Qualcuno di voi ha già usato la mappa del documento? In Word 2003 la troviamo sotto il menu Visualizza-Mappa documento; in Word 2007 sul nastro Visualizza e poi basta spuntare Mappa documento. Bene. E ora, direte voi? Forse ai più sarà solo comparso sulla sinistra un riquadro vuoto, o magari con qualche frase del vostro documento. Boh! A che cosa mi serve? Come tutte le cose, funzionano bene solo se... usate bene! La mappa documento serve a visualizzare la struttura del vostro documento, identificata da Word in base ai titoli presenti nel vostro documento, apparentemente scelta in modo casuale. Eh già e come faccio a far capire a Word quali sono i miei titoli? La soluzione si ottiene se usiamo gli stili. Una semplice prova? Scriviamo il testo di Word che vedete nella figura. Naturalmente, un qualunque testo va bene :-)
Ora, posizioniamo il cursore su Capitolo 1 e poi applichiamo lo stile Titolo 1 (se avete Word 2007 lo potete fare cliccando in alto a destra sul nastro Home e poi scegliendo Titolo 1; con word 2003 in alto a sinistra sulla barra degli strumenti Formattazione vedrete una casella con scritto dentro Normale+... aprite l'elenco e scegliete Titolo 1). A questo punto dovreste vedere che nella Mappa documento è comparso Capitolo 1. Ora dove abbiamo scritto Capitolo 1.1 posizioniamo il cursore e applichiamo lo stile Titolo 2: come prima, vedrete che ora compare Capitolo 1.1 nella mappa documento, visualizzato come sotto livello di Capitolo 1 (un po' come accade in Esplora risorse se avete cartelle e sottocartelle). Carino, vero? In conclusione, se il nostro documento è lungo e ben strutturato, la mappa documento diventa un comodo strumento per navigare all'interno del nostro testo. Infatti, facendo clic su una delle voci presenti nella mappa documento, sarà visualizzata la pagina che contiene il titolo su cui avete cliccato.  
La mappa documento risulta utile solamente se state utilizzando gli stili nel vostro documento. Come dire che non usare gli stili in Word vuol dire perdere molto della sua efficacia!

Emanuele

lunedì 13 febbraio 2012

Come eliminare i doppioni in Excel

Non mancano post sulla rete che spieghino come eliminare i valori ripetuti, così ho deciso di fornire il mio contributo. In Excel 2010 il nostro problema sarebbe molto semplice da risolvere, perché esiste un comando che ci aiuta. Noi troveremo una soluzione che va bene in qualunque versione di Excel, imparando a usare la funzione CONTA.SE.
Supponiamo di avere un elenco con i nomi delle città ordinate alfabeticamente (è importante che i valori siano ordinati, perché in tal modo i valori ripetuti vengono a trovarsi in celle adiacenti). Ora, se vogliamo eliminare i valori che occorrono più di una volta, dobbiamo comunque lasciarne almeno uno, ovviamente :-). Una possibile soluzione al problema è quella di usare la funzione CONTA.SE, con un piccolo artificio. La funzione ha due argomenti: l'intervallo e i criteri. L'intervallo corrisponde alle celle da contare, i criteri determinano quali celle saranno contate. Facciamo un esempio: se in B3 scriviamo:
= CONTA.SE(A4:A15;"Ancona")
otteniamo come risultato 2, ossia Ancona compare 2 volte nell'elenco.
Primo passo: cerchiamo di avere nella colonna B, accanto a ogni valore della colonna A il numero di volte in cui compare. Otteniamo il risultato scrivendo nella cella B4:
=CONTA.SE($A$4:$A$15;A4)
Attenzione ai dollari, che impostano il riferimento assoluto. Ora ricopiamo la formula nelle celle sottostanti e otteniamo il risultato in figura.
Bene, ora sappiamo quante volte sono ripetuti i nomi delle città, però non abbiamo modo di eliminare i ripetuti, lasciando il singolo valore. Alla fin fine, voglio ottenere Ancona, Genova, Milano ecc.

Secondo passo: A tale scopo, dobbiamo modificare leggermente la nostra formula, in modo da ottenere questo:
come vedete, accanto al nome di ogni città compare un numero che segnala se è la prima occorrenza, la seconda, la terza ecc. La formula da usare è la seguente: in B4 scriviamo:
= CONTA.SE($A$4:$A4;A4)
Molta attenzione ai dollari!
Fatto? Ottimo. Siamo ormai vicini alla soluzione: adesso si tratta di riuscire a eliminare tutte le righe che hanno un valore diverso da 1, che poi significa un valore maggiore di 1.
Terzo passo: Per farlo è sufficiente impostare un filtro automatico sulla colonna Ripetuti e nel filtro personalizzato visualizzare solo le righe in cui Ripetuti è maggiore di 1.
Quarto passo: A questo punto è sufficiente selezionare le righe che rimangono visibili e cancellarle.
Quinto passo: selezioniamo le righe restanti e ordiniamo in ordine alfabetico sulla colonna Elenco.

 Se non vi siete persi... abbiamo imparato a usare la funzione Conta.Se, con un piccolo artificio grazie all'uso dei riferimenti assoluti e relativi, e siamo riusciti a eliminare i doppioni dal nostro elenco.
Troppo difficile? Ormai i lettori di didaLGo stanno diventando dei knowledge workers...!
Buon lavoro a tutti
Emanuele

venerdì 3 febbraio 2012

Calcolo data ricevuta del pedaggio

Il mese scorso ho dovuto prendere l'autostrada e ho richiesto l'emissione dell'attestato di transito. Immaginavo di trovare stampata la data e l'ora e invece, con mio stupore, c'era solo l'ora. La data è espressa come un numero progressivo. Nel caso che vedete nell'immagine il giorno è il 356. Bene. E che giorno sarebbe? Ricorriamo a Excel per una rapida soluzione del problema, a meno di avere un calendario che indichi il giorno progressivo sull'anno o chissà, magari qualcuno di voi lettori avrebbe un'altra soluzione?  In Excel possiamo digitare in una cella, per esempio A1, il primo dell'anno, nel mio caso 1/1/2011. Poi in A2 digitiamo 356. E in A3 dobbiamo solo più fare la somma, ossia digitare =A1+A2.
Risultato: 23/12/2011. Mmm.. be', certo potrebbe essere giusto, in realtà mi ricordo che ero andato il 22/12/2011! E come mai questo scarto? Attenzione! Perche' Excel non calcola anche il giorno di partenza, ossia 1/1/2011, ma comincia a contare dal giorno 2. Perciò bisogna sottrarre 1 al risultato finale. La formula corretta da inserire in A3 è:
=A1+A2-1
Qualche dubbio? Un esempio più facile da verificare. Se sull'attestato di transito risulta scritto 5, significa che sono passato il 5 gennaio. Ma se io aggiungo 5  a 1/1/2011 ottengo 6/1/2011, perché non viene contato il primo giorno.
Spero di avervi chiarito le idee... :-) e soprattutto di avervi fatto notare che, come al solito, bisogna controllare!! sempre! Excel, alla fin fine, esegue i calcoli che gli diciamo di fare... ma non è che ragioni... ;.-)

Emanuele