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giovedì 5 gennaio 2012

EULA - End User License Agreement


Molto spesso ci capita di svolgere delle operazioni con il nostro computer e di non saper dare un nome ad esse.
Per esempio, il termine EULA, rappresenta una situazione che sicuramente chi utilizza il computer avrà affrontato tantissime volte, ma sfido la maggior parte delle persone a sapere che cosa essa voglia dire.

EULA è l'acronimo di End User License Agreement, quindi l'accettazione della licenza da parte del utente finale. Come si può vedere nell'immagine di questo post, essa appare tutte le volte che installiamo sul nostro computer un software. Appare in quella finestra dove ci viene chiesto di accettare i termini di uso del programma. 
Spesso, a chi non è tanto avvezzo all'uso del computer, viene detto che installare un software è assolutamente facile, e non bisogna far altro che dire sempre SI, ovvero fare clic su Si o su Accetto in tutte le finestrelle che appaiano durante l'installazione. Non è un gran consiglio ma come molti avranno avuto modo di provare, funziona.

Quindi ora sappiamo due cose. Come si chiama quella finestrella che appare ogni volta che cerchiamo di installare un programma sul nostro computer e che è importante leggere bene qualsiasi cosa prima di dare il proprio consenso.

Se vogliamo essere precisi pertanto EULA è il contratto tra il fornitore di un programma software e l'utente finale.
La licenza in genere è inclusa nei software protetti da copyright. Molte volte il contratto del programma si può vedere direttamente sullo schermo del computer nelle prime fasi dell'installazione e informa l'utente sulle condizioni d'uso e di riproduzione del software. Spesso nel contratto il produttore declina ogni responsabilità sui danni causati sul computer dall'installazione del software (quindi attenzione che con quell'accetto il più delle volte accettiamo il fatto che se quel software crea dei danni alla nostra macchina è tutta colpa nostra in quanto abbiamo deciso consapevolmente di inserire tale programma assumendocene i rischi).
Per terminare l'installazione del programma, l'utente deve necessariamente accettare tutte le clausole inserite nel contratto o Eula (che spesso non sono tradotte in italiano).

Ora sappiamo queste cose e visto che negli esami del primo modulo dell'ECDL, ovvero il modulo Concetti di base dell'ICT, spesso appare una domanda su EULA, possiamo anche affrontare tale esame sapendo che a quella domanda risponderemo in maniera corretta.

Buone installazioni ...

mercoledì 9 aprile 2008

PPT Minimizer - ridurre le dimensioni dei file PPT

Mi sembra quasi di tradire l'idea che ormai mi sono fatto dei software.


In tutti gli interventi che faccio elogio quella fantastica filosofia del fornire servizi e non programmi.
Per chi insegna e lavora con pochi finanziamenti e con laboratori che per forza di cose non possono essere il massimo della flessibilità poter fruire dei "software" senza dover installare e configurare nulla e avendo solo la necessità di collegarsi ad internet è una vera e propria manna.
Per questo motivo è raro che su didaLGo si recensicano programmi del cosiddetto web 1.0 che per funzionare devono essere scaricati ed installati e soprattutto per i quali è necessario acquistare una licenza.
Ma PPT Minimizer è davvero un ottimo strumento che può risultare parecchio utile all'insegnante che usa delle presentazioni in power point. Presentazioni che spesso diventano troppo grosse per poter essere inviate e distribuite al meglio ai propri allievi.

PPP Minimizer in maniera davvero semplice ed intuitiva permette a chiunque di rimpicciolire in maniera davvero consistente i propri PPT senza modificarne il formato ed avendo in pochi istanti lo stesso file a disposizione ma molto ridotto nelle dimensioni. Io ho provato con un file di ben 3 mega con all'interno anche diversi video che con due clic è diventato un file di 302 KB. Tra l'altro non un file compresso ma un vero e proprio PPT da poter inviare ai miei allievi o riutilzzare ridimensionato in maniera davvero più accettabile.

Come spesso faccio cito alcune parole di presentazione del software offerte dal sito ufficiale: "PPTminimizer - Zippare PowerPoint senza cambiare formato
PPTminimizer riduce notevolmente, e in pochi secondi, le dimensioni dei vostri file PowerPoint fino al 96% della loro grandezza, con conseguenti miglioramenti nella velocità di download dei file ottimizzati. I file ottimizzati inoltre possono essere modificati immediatamente dopo la loro ottimizzazione senza bisogno di essere estratti o decompressi; l'ottimizzazione non altera il formato del file."

A questo punto non voglio spingere nessuno ad acquistare il software ma segnalo una bella idea dei rivenditori che offrono la possibilità (ottima direi per un insegnante) di poter fruire di 5 o 12 prove gratuite.
E queste consiglio di sfruttarle.
Il fatto di avere solo 5 prove di compressione o di averne 12 dipende dalla scelta di non lasciare alcun dato personale prima dello scaricamento o di aderire alla ricezione di una newsletter fornendo la propria mail.

Non mi resta che augurare un buon invio di ppt di dimensioni ridotte...

giovedì 1 novembre 2007

Software didattici

Hotpotatoes, come forse molti di voi sapranno, è un utile software per chiunque si occupa di didattica e ancor di più per chi opera nell'ambito della formazione a distanza; nello specifico, questo programma, liberamente scaricabile dal web, attraverso un’interfaccia intuitiva permette di costruire facilmente materiali didattici da utilizzare sia in ambito locale che su Internet.

I prodotti che si possono realizzare con Hotpotatoes sono test, quiz, cruciverba, questionari, che vengono implementati in pagine web ed essendo interattivi possono essere messi a disposizione degli allievi per verificare le loro conoscenze. Naturalmente al docente - e questo è il bello - non sono richieste conoscenze di html o di javascript...

Ecco, nello specifico, alcuni opzioni che il software ci mette a disposizione:
- quiz a scelta multipla
- test a scelta multipla
- esercizi a riempimento (Cloze)
- esercizi a riempimento con domande separate e autonome
- quiz a risposta breve
- cruciverba
- test a ricostruzione di parola
- esercizi a ricomposizione di parola
- esercizi a ordinamento
- esercizi a trascinamento

Per coloro che si avvicinano alla conoscenza di Hotpotatoes e necessitano di un infarinatura teorica, consigliamo la seguente e ottima risorsa in rete (trattasi di powerpoint di presentazione).

Per chi invece già conosce il programma e vuole approfondire alcuni aspetti tecnici, esiste una guida con tutorial a cui è possibile accedere cliccando qui.
(vi consigliamo però di fruirne da Netscape Navigator o MS Internet Explorer)

Buona creazione di esercizi, allora...

mercoledì 12 settembre 2007

Un'idea per insegnare la matematica

Quest'estate sul sito del Ministero della Pubblica Istruzione si leggeva: "Matematica, è emergenza formativa. Il 44% degli studenti ammessi con debito alle classi delle superiori ha un debito in matematica".

Su questo argomento si potrebbe disquisire per ore e tra le varie considerazioni ecco una domanda: "Quali soluzioni adottare per insegnare la matematica con modalità più efficaci?".

Durante le mie ricerche di quest'estate ho scoperto GeoGebra un software che fornisce strumenti per lo studio di geometria, algebra e analisi, rivolto all'insegnamento della matematica nella scuola primaria e secondaria.

Geogebra è un software libero e multi-piattaforma di "matematica dinamica" per l'insegnamento nella scuola secondaria, che comprende geometria, algebra e analisi.

Geogebra ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali tra cui i premi per il software educativo Europeo e Tedesco.

Per maggiori informazioni visita il sito

domenica 19 agosto 2007

Software open source

Oggi leggevo, con un certo ritardo, il numero di Nova24 del 2 agosto 2007. Conoscete Nova24? E' un inserto che esce il giovedi' con il Sole24Ore. Lo trovo piuttosto interessante, parla di ricerca, innovazione, creatività. A pagina 2 c'è un articolo "E' una questione di autonomia". Si parla di software libero, il cosiddetto open source. Non entro nel merito specifico dell'articolo, ma prendo spunto per parlare di software libero e open source.
Cerchiamo di capire un po' cosa significa: avrete già sentito l'espressione più volte. In informatica parlando di source, si intende il "sorgente", il codice scritto dal programmatore che conduce alla compilazione del programma vero e proprio. Semplifichiamo un po': se apro Word, forse ho fatto clic sull'icona di Word, oppure doppio clic su un documento e ciò ha comportato l'apertura di Word e poi del mio documento. Bene, il file principale che sta dietro a tutto è winword.exe. Un programma è costituito da linee di codice, il sorgente. Quando il sorgente non è noto o è protetto dal programmatore, nessuno può intervenire sul codice per correggere eventuali errori nel programma (certo avrete sentito parlare di aggiornamenti di Windows Update, di Office, oppure patches e simili. Ne parlerò in un prossimo post). Nessuno può nemmeno sapere come è stato sviluppato il programma e quindi non può migliorarlo o modificarlo. Se non lo fa la casa produttrice, nel nostro esempio la Microsoft, nessuno può farlo. Facciamo un'ipotesi? E se domani la Microsoft decidesse di non sviluppare più Office? E se dopo, tanto per dire!, Office2020 non ci fosse più alcun Office? Che si fa? Il problema già si pone con programmi che non funzionano su certi sistemi operativi: programmi che "girano" su Windows98, ma non più su Windows Vista.

Anche in altri campi: un filmino in Super8 che non riesco più a vedere perché non trovo più un proiettore adatto... oppure un floppy da 5 e 1/4 (li avete conosciuti o siete così giovani ;-) ) e non ho più un Pc che abbia il drive per quei floppy?! E tutto ciò che abbiamo su CD? E chi assicura che fra 5 anni ci siano ancora lettori di CD? O che i futuri lettori di DVD continueranno a leggere i CD d'un tempo? A un convegno dello scorso anno un relatore disse che il materiale più sicuro per conservare i dati è la carta... le cinquecentine esistono ancora e non serve né hardware né software per leggerle...


Ma arriviamo all'open source. Se il source, sorgente, è libero, significa che la comunità degli sviluppatori può intervenire e modificarlo. Allora parliamo di Linux, un sistema operativo operativo sviluppato da un numero grandissimo di programmatori in giro per il mondo. Oppure di OpenOffice: una sorta di Office, ma che non costa nulla a nessuno e possiamo scaricarlo e installarlo nel computer gratuitamente e legalmente. Oppure Mozilla Firefox, un browser per navigare in Internet. Chiunque abbia le opportune competenze può modificare il codice di questi programmi e aggiungere le funzionalità cercate, mettendole a disposizione degli utenti sparsi per il mondo che possono installare gratuitamente queste nuove funzionalità.

Abbattiamo i costi delle licenze nelle scuole? Avete mai pensato a quanto costa il software? E poi ci stupiamo che i computer hanno sistemi operativi o applicativi obsoleti... Naturalmente ci sono anche altri aspetti, riguardo alla scelta open source, non è tutto rose e fiori, talvolta le installazioni non sono così facili -tanto che ci sono aziende che prestano assistenza a pagamento per la manutenzione dei software opensource. (Non pago per il software, ma per la sua manutenzione, perché non ho internamente, a scuola, in azienda, le competenze necessarie per gestire gli aspetti più tecnici). Alcuni enti pubblici, scuole italiane (per esempio a Bolzano), pubbliche amministrazioni in stati esteri sono passati all'open source.

Qualcuno diceva che non bisogna mai essere vir unius libri: non basiamoci mai su un unico libro e su una sola fonte. Lo adatterei all'informatica: non accontentiamoci mai di un solo software, di una sola soluzione: in tal modo manterremo la libertà di scegliere la soluzione più adatta con consapevolezza.